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C. 01/01/1990

- escludere certe colorazioni della luce o miscele di colori;

-evitare la moltiplicazione dei sostegni sui grandi spazi aperti: dare la preferenza centri luminosi di grande altezza e elevata potenza;

- escludere colori troppo vivaci o scuri per i centri luminosi, salvo i casi particolari citati al paragrafo 1.3.4.3. L'AFFIDABILITA'

1.4.1. Affidabilità dell'illuminazione pubblica Affidabilità significa che nel corso di un esercizio di lunga durata, le funzioni dell'impianto si svolgeranno senza inconvenienti e senza guasti. Data l'importanza psicologica del funzionamento regolare degli impianti di tipo industriale, ma soprattutto dati i costi elevati degli interventi per riparazioni, rispetto agli impianti di tipo industriale o commerciale, l'affidabilità risulta uno dei requisiti più importanti dell'illuminazione pubblica. Un aspetto che può influire sull'affidabilità riguarda il sistema adottato per la protezione contro i contatti indiretti (scossa elettrica) . A tale riguardo le norme CEI prevedono che gli impianti possano essere realizzati sia con:

- protezione con interruzione automatica del circuito (nel caso specifico con impiego di componenti in Classe I) ;

- sia con impiego di componenti della Classe II. La realizzazione di impianti con componenti della Classe I comporta la costruzione dell'impianto di terra oltre che l'installazione di una adeguata protezione coordinata con lo stesso; in genere è indispensabile abbinare un interruttore differenziale. Quanto sopra implica l'aggiunta di due ulteriori elementi di inaffidabilità, oltre che di onerosità, rispetto all'impianto della Classe II. In primo luogo l'impianto di terra, oltre a dover essere realizzato a "regola d'arte" , deve essere mantenuto efficiente; questo comporta, nel rispetto principalmente del D.P.R. 547 del 27-4-1955, la relativa denuncia all'USSL e che l'impianto stesso sia sottoposto a verifica biennale da parte di tecnici abilitati e se necessario riportato in efficienza. Si fa notare che l'impianto di illuminazione pubblica è sottoposto a tutti gli effetti al D.P.R. 547, sia perché è collocato in aree aperte al pubblico, sia per il fatto che su di esso operano lavoratori dipendenti. L'installazione di interruttori differenziali, oltre alla necessità di sottoporli periodicamente a prove di affidabilità, può dar luogo ad interventi intempestivi degli stessi per sovratensioni di origine atmosferica; pertanto può verificarsi durante temporali (scariche atmosferiche) lo spegnimento dell'impianto di illuminazione pubblica proprio nei momenti in cui esso è più necessario. In considerazione di quanto detto in precedenza si raccomanda di realizzare gli impianti di illuminazione con l'impiego di componenti di Classe II od equivalenti, con la certificazione degli stessi da parte dei costruttori e delle imprese installatrici, con la precisazione, comunque, che non resta esclusa la possibilità, per i Comuni, di realizzare impianti con l'impiego di componenti di Classe I, quindi, con la costruzione dell'impianto di terra e l'installazione di dispositivi per l'interruzione automatica del circuito in caso di guasto a terra, allorché situazioni locali consiglino di effettuare diverse scelte impiantistiche.

1.4.2. Cause di cattivo funzionamento degli impianti Alcune cause di riduzione della funzionalità dell'impianto sono poco determinabili: esse possono esistere inizialmente e continuare durante tutta la vita dell'impianto, sia perché di effetto così scarso da non avere riflessi pratici, sia perché la loro compensazione è troppo onerosa. Tuttavia ognuna dovrebbe essere conosciuta e studiata, perché influisce negativamente sulle prestazioni dell'impianto. Esse sono:

1.4.2.1. Variazioni di tensione I valori reali della tensione di alimentazione dei singoli centri luminosi sono difficili da prevedere. Sta di fatto che una tensione più elevata o più bassa rispetto al valore nominale influenzerà non poco la emissione luminosa degli apparecchi (figura 1.15). La tensione dei centri luminosi può scostarsi dal valore previsto per variazioni occasionali sulla rete, dovute alle punte di carico o ad altri fattori esterni all'impianto. % % Vn Incandescente Bulbo fluorescente Tubo fluorescente Sodio a bassa pressione Sodio a.p. 150-400 W 90 70,0 76,6 83,1 98,0 88 95 84,1 88,4 92,4 99,5 94 100 100,0 100,0 100,0 100,0 100 105 117,8 111,9 107,2 99,8 110 Figura 1.15

1.4.2.2. Temperatura di esercizio L'emissione di alcuni apparecchi di illuminazione, dotati di certi tipi di lampade, può risentire sostanzialmente della temperatura ambiente. Ciascuna particolare combinazione di lampade e apparecchi ha una propria caratteristica di rendimento luminoso in funzione della temperatura.

1.4.2.3. Taratura degli alimentatori Normalmente l'emissione delle lampade a scarica viene misurata nei laboratori fotometrici adottando alimentatori campione, dalle caratteristiche assai precise. La corrente di lampada degli alimentatori usati in pratica negli apparecchi di illuminazione è però differente, pur restando nelle tolleranze previste. (-5% +7,5% della tensione nominale).

1.4.2.4. Deterioramento delle superfici ottiche I modi per cautelarsi da questi inconvenienti che possono seriamente compromettere l'efficienza degli impianti, possono essere diversi: effettuare una scelta iniziale degli apparecchi, tenendo presente la qualità dei materiali, la lavorazione, i trattamenti superficiali, il tipo di atmosfera ordinaria, (salina, industriale) in cui devono essere installati;

-effettuare la manutenzione nei modi raccomandati, evitando interventi di personale non addestrato (Š importante che il detersivo impiegato nella pulizia sia neutro) ;

-se conveniente, sostituire a programma le parti ottiche compromesse, dopo metà vita dell'impianto, effettuando una nuova brillantatura delle stesse.

1.4.2.5. Variazioni del contesto fisico Molti impianti sono progettati senza tener conto di prevedibili variazioni del contesto, come la crescita di fronde nei viali o la costruzione di edifici. Il caso più vistoso è quello derivante dalla imprevidenza della crescita delle piante, per cui, ad esempio è stata impiegata una soluzione con centri luminosi standard a braccio anziché con lampioni a bassa altezza. A questo punto è inevitabile che gli alberi vengano sfrondati al di sopra del fascio luminoso.

1.4.2.6. Mortalità dei componenti elettrici Gli spegnimenti occasionali dei centri luminosi possono variare notevolmente in quantità, a seconda del tipo e della qualità dei componenti elettrici dell'impianto (lampade, accenditori, alimentatori, condensatori, ecc.) e del sistema di manutenzione adottato. In pratica occorre disporre dei diagrammi di mortalità dei principali componenti, in modo da poter prevedere l'opportunità di ricambi totali a programma, particolarmente per le lampade.

1.4.2.7. Decadimento luminoso delle lampade Il decadimento del flusso emesso dalle lampade può essere conosciuto con sufficiente esattezza e compensato in fase di progettazione. La sua importanza agli effetti delle prestazioni dell'impianto è fuori discussione, anche perché può in certi casi incidere più sostanzialmente, nell'insieme, di qualche lampada spenta: infatti alcuni tipi e marche di lampade a vapori di mercurio, ad esempio, hanno decadimento dell'ordine del 25% già a seimila ore di funzionamento.

1.4.2.8. Decadimento luminoso degli apparecchi L'accumulo di polveri e fumi sugli apparecchi di illuminazione ha come conseguenza una consistente perdita di emissione luminosa, e quindi della prestazione dell'impianto. Il fattore di decadimento dell'apparecchio viene compensato in fase di progetto con adozione del "coefficiente di manutenzione" e durante l'esercizio dell'impianto mediante convenienti cicli di pulizia, associati o meno ai ricambi delle lampade.

1.4.2.9. Taratura del fotocomando Con l'impiego crescente degli interruttori fotoelettrici nei dispositivi di comando degli impianti di illuminazione pubblica e con il problema attuale, di ridurre gli sprechi di energia, è divenuta evidente la necessità di un sistema di verifica periodica della taratura in modo da evitare accensioni prolungate degli impianti. 1.4.2.10. Guasti casuali diversi Sono infine da considerare come fattori di inaffidabilità tutti gli elementi che, per cause non prevedibili o a intervalli non determinabili, danno luogo alla necessità di interventi per mantenere integre le funzioni dell'impianto. Si tratta in genere dei guasti dovuti a incidenti, vandalismi, invecchiamento dell'impianto, se non a difetto congenito di qualche componente.

1.6. PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI Dati necessari al progetto La progettazione di un impianto coinvolge molte variabili, compresi i fattori estetici ed economici. Al fine di permettere al tecnico di studiare un progetto preciso, è necessario che gli sia fornita una serie di elementi quali:

a) carattere dell'ambiente in cui si trova la strada da illuminare;

b) tipo di strada e relativa classificazione in base al traffico;

c) notizie sul tasso di incidenti automobilistici e sui requisiti di sicurezza della criminalità;

d) caratteristiche costruttive della strada:

- larghezza della carreggiata e numero di corsie di traffico;

- presenza di salite, curve, ecc. ;

- classificazione della pavimentazione stradale;

- ubicazione e larghezza dei marciapiedi, delle aiuole spartitraffico e delle banchine;

- svincoli, incroci, sottopassaggi, sovrappassi;

e) documentazione grafica - Planimetria 1/5.000 per i progetti generali e 1/2.000 per progetti particolari e normali. Per i punti singolari, incroci, ecc., stralcio planimetrico scala 1/500. Negli svincoli sopraelevati è necessario conoscere anche l'indicazione dei livelli del terreno, soprattutto in presenza di forti pendenze. Le planimetrie devono PARTE SECONDA Capitolo SORGENTI LUMINOSE

2.1. Sorgenti luminose

2.1.1. Generalità Le sorgenti luminose impiegate nell'illuminazione pubblica devono possedere caratteristiche peculiari in ragione del loro campo di applicazione. Le loro qualità essenziali devono essere:

- efficienza luminosa elevata, al fine di limitare le spese di esercizio;

- elevata affidabilità per le funzioni che sono tenute a svolgere;

- durata elevata, allo scopo di contenere le spese di manutenzione. A questi fini deve essere ammessa una certa tolleranza riguardo al colore della luce ed un certo ritardo nel raggiungimento dei valori di regime. D'altra parte per certe applicazioni particolari o per certi aspetti riguardanti l'arredo urbano assumono particolare rilievo altri fattori quali:

- la temperatura di colore della luce (aspetto cromatico della luce)

- l'indice di resa del colore (Ra) ;

- l'accensione e riaccensione immediata. Le considerazioni che seguono dovrebbero permettere al progettista di valutare vantaggi e gli svantaggi (pregi e difetti) dei tipi di lampade attualmente impiegate nell'illuminazione.

2.1.2. Tipi di sorgenti luminose L'insieme delle sorgenti luminose (di origine elettrica) sono schematizzate nella figura. Tipo di sorgente luminosa (lampade) Potenze W Flusso luminoso lm (max) Efficienza luminosa Lm/W Resa cromatica Ra Temper. di colore K Durata ore Vapori di sodio b.p. Vapori di sodio a.p. Vapori di mercurio

- alogenuri metallici

- bulbo fluorescente

- luce miscelata

- tubo fluorescente lineare .. 26 mm

- tubo fluorescente compatto Incandescenza (derivazione) Alogene (illuminazione generale) 18-180 50-1.000 35-3.500 50-2.000 100-500 18-36-58 5-36 100-1.000 75-2.000 1.800-33.000 3.300125.000 2.400300.000 1.800125.000 1.100-14.000 1.300-5.400 250-2.900 1.250-18.600 1.000-50.000 65-170 (1) 55-120 (1) 48-80 (1) 30-60 (1) 11-28 45-90 (1) 26-66 (1) 12.5-18.6 13-25

--- 20 70-85 50-60 60 86-95 82 100 100 1.700 2.000 3.000 4.300 3.300 4.000 3.500 2.700 6.500 2.700 4.000 2.700 2.700 10.000

8.000 (2) 5.000 9.000 5.000 7.500 5.000 1.000 2.500 1.000 2.000 (1) Considerando anche le perdite delle apparecchiature ausiliarie. (2) A determinate condizioni di tensione, temperatura di lampada Nella figura 2 che segue sono evidenziate le efficienze luminose dei vari tipi di sorgenti luminose. Nella figura 3 sono confrontati gli oneri annui complessivi d'esercizio per tre tipi di lampade HID. Il confronto evidenzia, per lampade alle condizioni di pari affidabilità, che le lampade a vapori di sodio ad alta pressione di piccola potenza (sino a 100 W) sono più onerose delle corrispondenti a vapori di mercurio a bulbo fluorescente. fig. 2 fig. 3

 

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